Scala, Eddie Oliva: il cantautore “nato” con la chitarra conquistato da Please, please me dei Beatles
Nell’incontro di Scala, Eddie Oliva ci fa un excursus sulla sua vita, e quella della sua famiglia. Una storia, che ha dell’incredibile, nato nel 1948, undici anni dopo il decimo figlio

Eddie Oliva, cantautore italiano che ha trovato in Svezia la sua seconda patria, mantiene il legame con la sua terra di origine: Scala, Atrani e Amalfi che stanno nel suo cuore e nelle sue canzoni.
Eddie è un cantautore affermato che ha avuto un grosso boom negli anni 70/80. La sua affermazione definitiva arriva nel 1980 con il brano di cui è autore: “E’ l’amore” poi con la collaborazione di Britt Linderborg, diventa in svedese: “Vara Vänner” (Essere amici), successo discografico, foriero delle future affermazioni.
D’allora la sua è stata una carriera prestigiosa ed ha al suo attivo vari LP e molti CD e partecipazioni a show televisivi. Con la sua verve partenopea ha conquistato il cuore degli svedesi. Ogni anno, Eddie (in italiano Edoardo), ritorna alla sua amata Scala. E venerdi prossimo 28 giugno, alle ore 21.30, terrà un concerto in Piazza S. Andrea ad Amalfi, riproporrà brani del repertorio napoletano classico alternandoli con i suoi successi in italiano e in svedese. Sarà accompagnato dai nipoti Gerardo (Synt), Maurizio (basso) e Antonio Oliva (organo), e da Pietro Pinto (batteria) e Cherubino Fariello (chitarra), Giuseppina Mansi e Nuccia Paolillo, canterà con i suoi novant’anni Vittorio Oliva una splendida “O Sole mio”.
Nell’incontro di Scala, Eddie Oliva ci fa un excursus sulla sua vita, e quella della sua famiglia. Una storia, che ha dell’incredibile, nato nel 1948, undici anni dopo il decimo figlio da mamma Anna Grosso che aveva 48 anni e papà Giovanni ne aveva 56 anni. Una nidiata di ben 11 figli, in cui dominava la passione per la musica, Eddie, ci accoglie al noto Ristorante “Il Pinguino” di Scala con la sua inseparabile amica “la chitarra”, con la quale ci accenna nel corso dell’incontro qualche canzone del suo ricchissimo repertorio canoro (è autore di ben 400 canzoni).
Ci dice Eduardo: ”La mia famiglia era una “tribù”, una famiglia aperta, dove c’era sempre un posto da aggiungere a tavola, e dove il sorriso, il canto e la musica faceva da padrone.
E aggiunge: “Papà Giovanni suonava la tromba nella prima guerra mondiale, e ci ha trasferito ha passione per la musica, a tutta la famiglia” e continua, “Io ero il piccolo della famiglia, ed ero timido, quando i miei fratelli tutti musicisti, mi mettevano in timidezza, ed allora mi nascondevo sotto il tavolo, allora papà Giovanni mi regalò una chitarra e così iniziai a strimbellare le prime canzoni”. Il primo contatto con il canto prosegue Eddie, avvenne con Enzo Del Pizzo che dirigeva un gruppo musicale. “Feci un audizione come cantante, superai la prova ed iniziai a cantare nel gruppo OO4 nel Gran Caffè ad Amalfi”.
Edorado ascoltò nel 1964 la canzone Please, please me dei Beatles e rimase conquistato dalla musicalità moderna del gruppo di Liverpool. A18 anni, Eduardo con il gruppo LOVE MEN fece una tournée in Puglia accompagnando un cantante noto, il gruppo fu notato da un organizzatore di crociere che offri un imbarco su una nave da crociere che navigava nel Mediterraneo. Fu questa l’occasione “magica” in cui conobbe Eva, una ragazza svedese che in qualche modo gli cambiò la vita. Infatti, Eduardo, prima passò per un breve periodo in Inghilterra dove cantava in ristoranti italiani, poi si trasferì in Svezia dove Eva che era segretaria di una casa discografica svedese lo presentò al proprietario e produttore e da questo incontro iniziò la sua carriera artistica con il suo primo disco.
D’allora la sua è stata una carriera prestigiosa ed ha al suo attivo vari LP e molti CD. Eddie nel 1990 realizzò un film autobiografico con la tv privata Mediabolaget, dal titolo “Sulle ali della musica” con la partecipazione dell’artista svedese Lars Berghhagen, girato tra Amalfi, Atrani e Scala. Ho fatto televisione in Canada, in Cile e in Italia (per il Papa e The Voice Senior),
Una carriera artistica intensa e prestiigosa suggellata dal conferimento da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano dell’Ordine dei Cavalieri della Stella per essere uno degli ambasciatori della cultura italiana nel mondo. Da allora, il cantautore che ha cantato davanti al Re di Svezia e a Pavarotti e tanti altri personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, non manca di sostenere iniziative benefiche in Colombia, dove è stata fondata una scuola per bambini poveri che porta il suo nome, iniziativa portata avanti insieme ad altri artisti svedesi.