scritto da Redazione Ulisseonline - 06 Gennaio 2016 08:55

Salerno, i segreti dei giardini salernitani raccontati da Maria Antonietta Del Grosso e Vittoria Bonani al Parco Storico Sichelgaita

Un’immagine di Salerno, pressoché inedita, fatta di giardini, di “horti”, presenti dal Cinquecento e fino agli inizi dell’Ottocento, in ogni quartiere, in ogni strada della città, dentro e fuori le mura che cingevano il cuore antico di Salerno è stata offerta dal  pregevole volume “Il verde antico e l’ampio Golfo di Salerno, celebrata meta dei viaggiatori europei”, scritto dalla professoressa Maria Antonietta Del Grosso e dalla dottoressa Vittoria Bonani, che è stato presentato durante una interessante serata organizzata, al Circolo Canottieri Irno,  dalla Presidente dell’Associazione culturale “Parco Storico Sichelgaita”, la professoressa Clotilde Baccari Cioffi.

“Un testo -ha affermato la professoressa Clotilde Baccari Cioffi che presenta Salerno da  varie angolature di lettura: storica, letteraria, artistica, botanica, arborea; tutti molto interessanti. Un tributo alla nostra città  di due donne di cultura salernitane”.

Il volume è un  viaggio nel passato della nostra città attraverso i suoi giardini, le sue fontane, come ha raccontato la dottoressa Vittoria Bonani.

“Un racconto che si sviluppa attorno alla ricca documentazione ereditata dai viaggiatori, dagli storici e gli artisti del Grand Tour  che hanno diffuso il nome e la cultura scientifica della nostra città tra le nazioni europee: in tempi davvero difficili per “il viaggiare”, non hanno mai dimenticato di effettuare una visita a Salerno, di approfondirne le tradizioni legate alla Scuola Medica, alla Fiera, al verde ed agli scorci paesaggistici, tanto ammirati, descritti e dipinti. La nostra intenzione è stata quella di comprendere ciò che per diversi secoli ha reso importante Salerno, di afferrare l’anima della città, di acquisire la consapevolezza del suo patrimonio culturale, storico, letterario, artistico, da salvaguardare e tramandare ai posteri”.

Il volume è promosso dall’Associazione culturale salernitana “Adorea”, presieduta dalla dottoressa Vittoria Bonani che ha anche curato l’apparato fotografico che impreziosisce il volume e che costituisce una valida documentazione a supporto della stessa identificazione e ricostruzione storica: ” In oltre due anni di sopralluoghi nel Centro storico, ho cercato di recuperare i luoghi, gli elementi architettonici: le fontane, i sedili, le giare, i decori come quelli tenuti ancora bene di Palazzo Conforti; quelli del “Giardino Fiore” sede della Soprintendenza Archeologica; di “Villa Avenia”; le peschiere cinquecentesche della “Torre dei Ladri”, i dettagli connessi ai giardini salernitani”. La dottoressa Bonani ha anche lanciato l’idea di creare dei percorsi legati all’arte e ai giardini salernitani del Centro storico, da inserire e affiancare ai percorsi previsti in occasione dell’evento “Luci d’Artista”.

Tanti i giardini più o meno conosciuti sui quali si è soffermata la  professoressa Del Grosso  come il famosissimo  “Giardino Della Minerva”:” Ho scoperto che  Minerva era il toponimo cinquecentesco  di una famiglia molto ricca in stretto contatto con i Sanseverino, Principi di Salerno”; o come il giardino di Casa Altieri”, di proprietà dell’avvocato Bernardo Altieri, Vicepresidente dell’Associazione Adorea che ha proprio lì la sua sede; il giardino di San Leo, detto della Cera;   quello del Galiziano; quello della Spinosa; quelli di via Tasso e tanti altri.   ”Questo volume è un omaggio alla nostra città, che abbiamo nel cuore, e ai giovani salernitani che purtroppo non conoscono la storia di Salerno che invece merita di essere studiata e ricordata: la memoria storica è l’unica strada da percorrere per avere un futuro migliore”.

 La professoressa Del Grosso ha sottolineato anche l’importanza economica di ricostruire  la storia di una Salerno poco nota:” Quella delle acque e dei giardini”.

La serata è stata coordinata dal giornalista Vito Pinto, che ha definito i giardini presentati nel volume ”I Giardini del mare” e allietata musicalmente dall’artista salernitano Matteo Cantarella, che ha eseguito brani del repertorio classico napoletano.

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