A Ravello, nella suggestiva atmosfera di Villa Rufolo, dove Giovanni Boccaccio scrisse una delle cento novelle del” Decamerone” e dove Richard Wagner trovò l’ispirazione per scrivere il secondo atto del suo “Parsifal”, alle ore 18,00 di sabato 3 settembre, sarà inaugurata la mostra: “Paolo Signorino. Ravello, la mia città sul mare”, ideata da Massimo Bignardi che l’ha curata insieme al critico d’arte Pasquale Ruocco.
Un omaggio al grande Maestro scomparso, all’età di 79 anni, il 24 marzo dello scorso anno. Circa trenta le opere in esposizione nelle sale di Villa Rufolo, tra dipinti e disegni: dalle prime tele densamente cariche di un naturalismo lirico eseguite a metà degli anni Sessanta, a quelle più recenti realizzate a Ravello, a Torello, dove Signorino aveva una casa – studio, suo rifugio e dimora estiva.
La mostra, promossa dal Comune di Ravello e dalla Fondazione Ravello, con il patrocinio della Provincia di Salerno e dei Comuni di Salerno e di Battipaglia, resterà aperta fino al 3 ottobre. Ad aprire la mostra, che sarà presentata dal professor Massimo Bignardi e dal gallerista Pasquale Ruocco, saranno il Sindaco di Ravello, Salvatore Di Martino, il Presidente della Fondazione Ravello, Sebastiano Maffettone, e il Direttore di Villa Rufolo, Secondo Amalfitano. Dopo il ricordo affettuoso della sorella del Maestro, Anna Signorino, e del fratello Francesco, sarà presentato anche il ricco catalogo (pubblicato da Gutenberg Edizioni) che, oltre ai saggi storico critici di Massimo Bignardi, Ada Patrizia Fiorillo e Pasquale Ruocco, propone le testimonianze di amici che per decenni hanno condiviso con l’artista numerosi momenti di dibattito e di promozione della sua opera, tra questi Mario Carotenuto, Alfonso Andria, Roberto Barzanti, Giuseppe Blasi, Barbara Cussino, Erminia Pellecchia e Isaia Sales.
Nella mostra, resa possibile grazie al sostegno della Cassa Rurale ed Artigiana BCC di Battipaglia e Montecorvino Rovella e di Sal De Riso Costa d’Amalfi, saranno esposti i rasserenanti e solitari ombrelloni dai colori vivaci che amava dipingere il Maestro Signorino; le opere dedicate ai luoghi più suggestivi della Costiera e quelle dedicate a Ravello: “Notturno a Ravello”; ”L’ingresso di Villa Rufolo ”; i disegni tratti da “Taccuino di Ravello”, quelli di Torello e i ritratti di Virginia Woolf e Vita Sackville – West; di Gore Vidal e Andrè Gide, con cappello e palandrana. “Paolo è stato un protagonista dalla voce forte” – ha spiegato il professor Massimo Bignardi – “ Questa mostra testimonia il percorso dell’artista che, nato a Battipaglia, si forma negli anni ’50 nella sua piccola città. Nei primi anni Sessanta va a studiare a Napoli, dove frequenta l’atelier del maestro Domenico Spinosa. Nel 1963 si trasferisce a Salerno, dove conosce il Maestro Mario Carotenuto con il quale, nel 1967, va a Parigi a studiare la pittura degli impressionisti.
Negli anni tra il 1971 e il 1974 l’artista interpretava i luoghi nei quali osservava gli oggetti. Paolo non si è aggrappato all’attimo dell’incanto, non ha fatto della pittura un esercizio di contemplazione, ha cercato di rallentare il tempo e il suo scorrere infinitamente, in una direzione a noi sconosciuta”.
Per il critico d’arte Pasquale Ruocco, la mostra traccia “un percorso che ha portato il Maestro Signorino ad interpretare il paesaggio come incontro tra uomo e natura. Quando Signorino, dagli inizi degli anni Novanta, frequenterà con maggiore assiduità Ravello, avrà modo, oltre che di partecipare alla mondanità cittadina, di perdersi sui passi dei grandi viaggiatori del Gran Tour, tra i giardini di Villa Rufolo e Villa Cimbrone, tra i limoneti e le viuzze che circondano, degradando verso Minori, Torello, la piccola frazione dove compra casa, restituendo sulla tela una realtà in bilico tra il sogno e la realtà, una natura, un paesaggio che non ammette imposizioni stilistiche”.