scritto da Roberto Ruocco - 25 Ottobre 2024 08:25

Minori ricorda l’alluvione del 1954

Una commemorazione dell’alluvione 1954 e delle sue vittime è previsto nella Basilica di Santa Trofimena  alle ore 10,30 la Messa commemorativa in ricordo delle vittime minoresi Trofimena Criscuolo, Carmela Esposito e Anna Girardi e la proiezione del documentario “Minori racconta… ricordo dell’alluvione del 1954” realizzato nel 2004 in occasione del cinquantenario della tragedia

Minori, sabato 26 ottobre, commemora le vittime del tragico nubifragio del  1954.

L’alluvione fu un evento devastante che colpi Salerno e larga parte della provincia, tra cui Cava de’ Tirreni, Molina di Vietri, Vietri sul Mare, Maiori, Minori e Vettica d’Amalfi. Un territorio morfologicamente delicato, già colpito dall’alluvione del 1910, fu nuovamente colpito nella notte tra il 25 e il 26 ottobre di 70 anni fa, La costiera, passò la notte più buia della sua storia. Per comprendere ciò che significò per la popolazione, riportiamo le testimonianze, raccolte nel 1994, e pubblicato in una serie di articoli pubblicati dal mensile “E’Costiera” (Edizioni Ecostiera), diretto da Alfonso Bottone, dal titolo “1954 -1944. A quarant’anni dall’alluvione…la gente raccontava così quella notte.

Testimonianze vivide, che a settanta anni dal funesto evento, mantengono integralmente la loro vividezza dei ricordi dei protagonisti e vittime del nubifragio.

Trofimena Ruocco così ci descrive il giorno prima il disastro: “Abitavo con la mia famiglia in Via San Pietro, e già nella tarda serata il cielo non prometteva nulla di buono. Pioveva con insistenza da diverse ore; all’improvviso la pioggia divenne violentissima e continua “andammo a letto con un’inquietudine crescente che ci impediva di prendere sonno. Nella nottata sentimmo un fortissimo fruscio, un rumore impressionante di acqua che scendeva con forza immane e ci accorgemmo nell’oscurità dell’incredibile massa d’acqua che invadeva la strada” in pochi attimi il Reginna Minor si gonfiò a dismisura, e la strada fu invasa da enorme quantità di fango, detriti, tronchi d’alberi ed ogni altra cosa che trovava nel proprio cammino. Continua il suo racconto: “Le poche persone  che, in quel momento, si trovavano ancora per strada cercarono scampo nella mia abitazione perché era una delle poche case illuminate”.

Trofimena Buonocore all’epoca dell’alluvione era una bambina di 10 anni, ma ricorda in maniera vivida e precisa fatti ed eventi. Ci racconta così come visse il disastro: ”La mia famiglia abitava in San Giovanni a Mare, e dall’alto potevo vedere, insieme ai miei fratelli, i grandi fulmini e i lampi che dipingevano il cielo di un rosso cupo, che veniva immediatamente inghiottito dall’oscurità della notte” E continua:”il mare aveva perso il suo colore azzurro dipingendosi d’un nero color pece, e sull’acqua galleggiavano un’infinità di oggetti, pertiche, carogne di animali. Mi incuriosì la vista di una culla che affondava tra i flutti: fortunatamente era vuota”

Ma quelle ore e quei giorni furono segnati dall’impegno e dal coraggio del professore Francesco Di Lieto, in quegli anni sindaco di Minori. Che ci dice frugando nei propri ricordi: “Già le prime  ore della serata  del 24 ottobre preannunciava disgrazie. Il maltempo imperversava con  rara insistenza ed allora invocai il Comando militare di Salerno di inviare dei soldati. La richiesta  fu accettata ma i militari, per la caduta di un ponte sul Reginna, si fermarono a Maiori, dove prestarono la loro opera di soccorso immediata alla popolazione che aveva avuto moltissime vittime”. E continua: “Alle ore 1.00 del 25 ottobre, il nubifragio colpì terribilmente, Minori, Maiori, Tramonti, Vietri Sul Mare, Salerno”. Il professor Di Lieto non accenna per “pudore” all’intensa opera che egli fece per avvisare nel buio della notte, girando casa per casa, le persone più esposte all’imminente pericolo.

Per Biagio Mansi, medico condotto, furono giorni di intenso lavoro.”Il mio studio era pieno di gente spaventata, era un momento di tristezza ed era difficile, difronte ai corpi nudi e martoriate delle povere vittime, conservare la necessaria freddezza”

Vincenzo Fasano, all’epoca giovane venditore ambulante, ricorda il lento e atroce spettacolo dei morti, portati prima in chiesa e poi accompagnati al cimitero del paese, in attesa che da Minori e dalle vicine frazioni venisse qualcuno a reclamarli. E continua: “Ma non eravamo soli in quei giorni di tristezza: fummo confortati dalla solidarietà dell’intera nazione e da tante personalità, e mi piace ricordare la presenza di Pietro Nenni, segretario del PSI, che, insieme ad un gruppo di compagni, andammo a prendere con un auto a Maiori. Successivamente visitò Maiori e Minori il compagno Di Vittorio, che portò alla popolazione la solidarietà dei lavoratori italiani”

Queste le testimonianze dei sopravvissuti al nubifragio, che provocò a Minori tre vittime: Trofimena Criscuolo, la figlia adottiva Anna Girardi e la nipote Carmela Esposito che furono intrappolate dalle acque tumultuose del Reginna Minor, si salvò solamente il marito della Criscuolo, Baldassarre Esposito.

Per la commemorazione dell’evento e delle vittime dell’alluvione è previsto nella Basilica di Santa Trofimena  alle ore 10,30 la Messa commemorativa in ricordo delle vittime minoresi Trofimena Criscuolo, Carmela Esposito e Anna Girardi e la proiezione del documentario “Minori racconta… ricordo dell’alluvione del 1954” realizzato nel 2004 in occasione del cinquantenario della tragedia.

Corso Vittorio, ore 12.00 Inaugurazione nei pressi del civico 27 di una targa commemorativa alla presenza delle autorità civili e religiose e degli alunni della scuola secondaria di I grado Minori.

Ore 17.00 Apertura dello spazio del ricordo e della riflessione allestito dalla Pro Loco di Minori presso AD9 Arte (civico 26), di Antonio Daponte. La mostra che resterà aperta fino al 5 novembre è stata curata con estrema cura, dalla Pro Loco di Minori in seguito ad un accurata ricerca storica con il contributo anche  di numerosi cittadini che hanno con foto ed altro materiale fanno rivivere il tragico evento del ’54. Non mancano articoli dei maggiori quotidiani dell’epoca e settimanali tra i quali “Gente” con l’articolo: Tragiche storie di bambini nel finimondo di Salerno di Luigi e l’accorato e  articolo del poeta salernitano Alfonso Gatto pubblicato da Epoca: Dolore per la mia Terra.– Per l’importante evento di sabato 26 sono stati coinvolti gli studenti  della Scuola Media  da Massimo Gambardella docente di materie letterarie con la collaborazione degli altri insegnanti dell’istituto, per sensibilizzare  i ragazzi sul tema degli eventi alluvionali e sulle sue conseguenze. La commemorazione delle vittime del nubifragio alluvionale, dev’essere un monito per autorità e cittadini a mettere in sicurezza il territorio, soprattutto quello della Costiera Amalfitana, morfologicamente delicato ed instabile.

E’ indispensabile la pulizia dei corsi dei fiumi e torrenti a monte degli abitati, in modo che di fronte al cambiamento climatico si possa porre un freno ai fenomeni estremi che ora purtroppo sono diventati frequenti.

Legenda foto:  Foto Piazza Umberto è stata messa a disposizione dalla Famiglia Andro-D’Amato; La foto della foce del Fiume Reginna e la foto  del prof. Giuseppe Di Lieto e del Presidente della Repubblica Einaudi è stato messo a disposizione della famiglia eredi Di Lieto,

Tra le foto il luttino delle tre vittime: Trofimena Criscuolo, Carmela Esposito e Anna Girardi

Giornalista pubblicista, ha collaborato con numerose testate quali E'Costiera, ECOmagazine, Fermento, Agire, Il Salvagente, Cronache del Mezzogiorno. E' tra i giornalisti che presentano le pubblicazioni partecipanti alla Rassegna letteraria Premio Com&Te. Sin dall'inizio collabora con Ulisse on line, di cui è il referente è il punto di riferimento per l'intera Costiera Amalfitana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.