Cava de’ Tirreni, nuova Ordinanza sindacale: tempi lunghi per il rientro degli oltre cinquanta residenti nel palazzo evacuato dopo l’incendio
Al momento non sussistono le condizioni per cui il fabbricato risulti agibile e, quindi, per la revoca dell'ordinanza sindacale emessa il 31 marzo che ha imposto l'evaquazione di tutto il fabbricato

Brutte notizie per gli inquilini del palazzo in via Bernardo Quaranta dove lunedì pomeriggio è divampato un incendio all’interno di un appartamento situato al primo piano. Con un’ordinanza sindacale emessa la sera stessa, sono state fatte sgomberare tutte le persone che si trovavano negli alloggi delll’intero palazzo di cinque piani e, ad oggi, ancora non si sa quando potranno rientrare nelle proprie abitazioni.
All’interno dell’abitazione viveva una donna, accumulatrice seriale, già assistita socialmente, insieme alla figlia. Durante le operazioni di soccorso, due bombole di gpl sono, improvvisamente, esplose ferendo tre vigili del fuoco. Le operazioni di spegnimento delle fiamme sono continuate per tutta la notte e la mattinata successiva. Dopo l’ordinanza di sgombero, il sindaco Vincenzo Servalli ha convocato il Coc per definire un piano di accoglienza e di supporto da parte dei Servizi Sociali per gli oltre cinquanta residenti costretti ad evacuare per ragioni di tutela della salute e di incolumità.
Purtroppo, le notizie non sono buone e si parla di tempi lunghi per il rientro nei diciassette appartamenti. In una nuova ordinanza, pubblicata nella giornata di ieri clicca qui, viene fatta una dettagliata relazione dello stato delle cose e viene ordinato che venga dato seguito a una serie di lavori e di verifiche da parte di ditte specializzate e, solo all’esito positivo di tutte le attività e delle verifiche, l’ordinanza di sgombero potrà essere revocata. Al momento, dunque, non sussistono le condizioni per cui il fabbricato risulti agibile e, quindi, per la revoca dell’ordinanza sindacale emessa il 31 marzo che ha imposto l’evacuazione di tutto il fabbricato.
Sono stati eseguiti, con l’ausilio dei vigili del fuoco, tre sopralluoghi e ne è emersa una situazione grave che merita una verifica approfondita delle strutture portanti del fabbricato. L’appartamento al primo piano, in cui è scoppiato l’incendio, è in buona parte ingombro di materiale combusto. Per eseguire il sopralluogo è stato necessario camminare su uno spessore di 50-70 cm di materiale combusto. I pilastri dell’appartamento sono completamente anneriti e non è stato possibile verificare, nell’immediato, la presenza di lesioni o dissesti. Stesso discorso per i solai che sono stati sottoposti a elevatissime temperature e necessitano di apposite verifiche.
I locali al di sotto dell’appartamento sono completamente pieni di acqua utilizzata per le operazioni di spegnimento e risultano lesionati in più punti. Senza contare che un incendio così vasto e di così lunga portata potrebbe aver compromesso la tenuta e l’integrità delle strutture portanti dell’edificio, nonché la sicurezza statica dell’intero stabile. Si aggiunga poi che i fumi tossici hanno impregnato l’androne, il vano scala e gli appartamenti più prossimi a quello incendiato.
Insomma, per le famiglie della palazzina, tra cui risultano esserci, anziani, disabili e una persona che necessita di dialisi, sembra che sia soltanto cominciata l’Odissea a seguito di una tragedia annunciata.