scritto da Pasquale Petrillo - 20 Marzo 2025 08:34

Ventotene e le provocazioni della Meloni

Quello di Ventotene resta uno dei documenti fondativi dell'attuale Unione europea. Questo non toglie che alcuni passaggi non sono condivisibili, ma vanno contestualizzati. Sono figli del momento storico, peraltro terribile e buio. E delle condizioni in cui venne scritto da politici e intellettuali privati della libertà dalla dittatura fascista

foto Giovanni Armenante

Ieri alla Camera è scoppiato il putiferio per le dichiarazioni della premier Meloni circa il Manifesto di  Ventotene. Inutile stare a girarci intorno. Quello di Ventotene resta uno dei documenti fondativi dell’attuale Unione europea. Questo non toglie che alcuni passaggi non sono condivisibili, ma vanno contestualizzati. Sono figli del momento storico, peraltro terribile e buio. Scritto da politici e intellettuali privati della libertà dalla dittatura fascista. Visionari? Certo, eroicamente visionari. Detto questo, appare evidente che la Meloni ha volutamente provocato l’opposizione. Il suo intento è stato quello di radicalizzare lo scontro politico sui temi del riarmo, dell’Unione europea, dei rapporti internazionali, in particolare con Trump. Quei passaggi “incriminati” del Manifesto di Ventotene sono stato il modo da una parte per rimarcare una differenza di vedute e di prospettive tra la sua maggioranza e le opposizioni, dall’altra per ricompattare la propria maggioranza dopo le fughe in avanti dei leghisti di Salvini. Le opposizioni, comprensibilmente, sono cadute nella trappola e si sono stracciate le vesti. La Meloni, da parte sua, ha incassato il sostegno della sua maggioranza, nessuno escluso. In conclusione, una tempesta in un bicchiere d’acqua.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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