«SignalGate», il dilettantismo dell’amministrazione Trump
E' a dir poco stupefacente l'imbarazzante, pericoloso e preoccupante dilettantismo di questi uomini che sono al governo del Paese militarmente più potente al mondo

La vicenda «SignalGate» è davvero stupefacente, ma anche molto istruttiva. Si tratta delle rivelazioni di un direttore di giornale americano, erroneamente incluso in una chat sul canale social Signal. In questa chat, alcuni esponenti al vertice dell’amministrazione Trump discutevano sui piani di attacco contro gli Houthi in Yemen. E’ a dir poco stupefacente l’imbarazzante, pericoloso e preoccupante dilettantismo di questi uomini che sono al governo del Paese militarmente più potente al mondo. Strabiliante anche per la delicatezza delle informazioni trattate, che di certo non potevano essere affidate ad un canale social per nullo sicuro. C’è da restare basiti, poi, nel leggere cosa questi esponenti politici, tra i più importanti e vicini al presidente Trump, abbiano scritto in questa chat. Siamo ad un livello bassissimo, quasi spregevole, dove l’arroganza fa spesso rima con l’ignoranza. E’ anche istruttivo, però, perché ci fa capire, soprattutto a noi europei, di quanto non ci si possa e non ci si debba fidare degli americani, sempre pasticcioni e prepotenti, ma mai come adesso aggressivi e prevaricatori senza vergogna alcuna. Certo, noi europei tutto ciò in parte ce lo siamo cercato. In fondo, per oltre mezzo secolo, in tema di difesa e sicurezza, abbiamo fatti i furbi alle spalle degli USA. Ora il risveglio è stato brusco. L’auspicio è che facciamo tesoro degli errori. Non fosse altro per non continuare ad essere degli adolescenti viziati.