La scia di sangue dei morti sul lavoro
L'Inail pochi giorni fa ha comunicato che a gennaio i morti sul lavoro erano 59, di cui 14 in itinere, cioè nel tragitto casa-lavoro. Significativo e preoccupante è l'aumento delle vittime: oltre il 36% rispetto al gennaio 2024

E’ una terribile e tragica conta quella che si fa sulle morte avvenute sul luogo di lavoro. Anche ieri, purtroppo, tre vittime, la più giovane della quale aveva appena 22 anni. Si versa sangue di lavoratori in tutto il Paese, da Nord a Sud. Gli incidenti mortali di ieri sono avvenuti al Nord, a Pordenone, al Centro, ad Orvieto, al Sud, a Sant’Antonio Abate nel napoletano. Non se ne può più. E’ una scia di sangue inammissibile e insopportabile. L’Inail pochi giorni fa ha comunicato che a gennaio i morti sul lavoro erano 59, di cui 14 in itinere, cioè nel tragitto casa-lavoro. Significativo e preoccupante è l’aumento delle vittime: oltre il 36% rispetto al gennaio 2024. D’altro canto, tra il 2021 e il 2024, le vittime di infortuni mortali sul lavoro sono state 4.442. Intanto, come sempre, sull’argomento si accendono scontri e polemiche. Il governo promette altri provvedimenti, mentre i sindacati invocano misure più stringenti per garantire la sicurezza sul lavoro. Una manfrina che va avanti da anni, nel frattempo, ogni giorno, immancabilmente, qualche lavoratore perde la vita.