Pagani, al teatro Locandina Otello e la sintesi dei numeri primi
Tra soliloqui e monologhi di un certo livello si è avuta una rivalsa dell’onestà e della bellezza e dell’indecente forma mentis umana che pochi avrebbero saputo interpretare meglio

L’altro ieri, 30 marzo, al Teatro Locandina di Pagani fondato nel 1973, è andato in scena Otello per chiudere la stagione teatrale direi non a discapito del sociale.
Tra soliloqui e monologhi di un certo livello si è avuta una rivalsa dell’onestà e della bellezza e dell’indecente forma mentis umana che pochi avrebbero saputo interpretare meglio.
Costumi garbati e preziosi e scenografia accattivante hanno catturato l’attenzione del pubblico tanto da farci calare profondamente in un sonno redentore e anche giovane e cordiale degli attori che hanno saputo proporci Shakespeare come pochi sanno fare. Allora Shakespespeare era donna diranno alcuni?
Shakespeare è donna oggi e il teatro ne è la conferma.
Saperi fermare e dare un tono alla sceneggiatura è cosa che pochi attori sanno fare. Un Iago di tale commisurazione è identificabile solo con la voce giusta e una Desdemona tanto candida è perversione di un mondo che sarà sempre tradito dal più forte. Un po’ di Platone e via. L’utile del più forte quale sia non è ancora apparso in prima pagina. Ma so che la società riverbererà una eco infallibile.