scritto da Nino Maiorino - 17 Ottobre 2024 08:10

Doomscrolling

Doomscrolling. Non vi spaventate, non è una parolaccia, ma una precisa patologia neurologica, sempre esistita, ma accentuatasi in conseguenza del Covid-19.

Consiste nella frenetica e ossessiva ricerca sui siti web di notizie negative e allarmanti, come se coloro che sono affetti da tale malattia trovassero conforto nel leggere che vi sono problemi di salute, o di altro genere, più gravi di quelli che li hanno colpiti o potrebbero farlo; e con i tempi che corrono il problema vero è trovare buone notizie, perché di cattive ne troviamo a iosa.

La psiche umana appare sempre più strana, talché, mentre alcuni trovano conforto nell’apprendere notizie positive, altri lo trovano nella conoscenza dei guai del mondo.

Cosa vuol dire doomscrolling?

L’azione di scorrere in modo compulsivo pagine di siti e bacheche di social network alla ricerca di notizie cattive.

Il termine, tradotto in italiano, sta per “scorrimento del destino”, espressione bene appropriata.

La parola è stata selezionata da Oxford Dictionary come “Word of the Year – Parola dell’anno” per il 2020 e indica, letteralmente, “lo scorrere lo schermo dello smartphone (scrolling), per ricercare nei feed di quotidiani e social network cattive notizie e sventure (dooms)”.

Apprendiamo che questa patologia colpisce specialmente le persone che già soffrivano di ansia e depressione, e che hanno una predisposizione genetica per disturbi psicologici, persone che già soffrono, o sono predisposte a soffrire, di disturbi di ansia e che hanno più probabilità di sviluppare meccanismi legati al controllo della gestione dell’ansia.

Di questa malattia si è discusso al World Economic Forum con Ariane Ling, psicologa allo Steven A. Cohen Military Family Center del NYU Lanogone Health (USA).

A spingerci a cercare cattive notizie è la nostra curiosità.

Quando ci imbattiamo in un titolo a effetto o in un post Facebook fatto proprio per farci fare clic, ci fermiamo a leggerlo e siamo portati ad approfondire; ci comportiamo esattamente come quando passiamo accanto a un incidente stradale e rallentiamo per vedere cosa è successo.

“Il doomscrolling era già diffuso prima della pandemia, in particolare tra persone che soffrivano di ansia e depressione”, ha spiegato la psicologa Ling. “Chi soffre di depressione è infatti portato a cercare online notizie che confermino la propria visione negativa del mondo e della vita. Questo a causa del cosiddetto bias (pregiudizio, ndr) di conferma, cioè la tendenza a leggere solo ciò che è in linea con il nostro pensiero”.

La pandemia non ha fatto altro che accentuare l’abitudine a cercare notizie negative e il malessere psicofisico soprattutto delle persone ansiose e depresse.

Come smettere?

Come in tutte le dipendenze, il primo passo per smettere, è avere consapevolezza del problema, riconoscerne l’esistenza; solo così si può decidere di fermarsi e dedicarsi ad altro.

“Bisogna imporsi dei limiti, darsi il permesso di scorrere le notizie mezz’ora al mattino, qualche minuto al pomeriggio, ma non di più”, ha spiegato la psicologa Ling, aggiungendo che quando si ha la tentazione di prendere in mano il telefono, bisogna provare a sostituirla con qualcos’altro: “Leggere, cucinare, allenarsi: sono tutte alternative più sane del doomscrolling”.

Classe 1941 – Diploma di Ragioniere e perito commerciale – Dirigente bancario – Appassionato di giornalismo fin dall’adolescenza, ha scritto per diverse testate locali, prima per il “Risorgimento Nocerino” fondato da Giovanni Zoppi, dove scrive ancora oggi, sia pure saltuariamente, e “Il Monitore” di Nocera Inferiore. Trasferitosi a Cava dopo il terremoto del 1980, ha collaborato per anni con “Il Castello” fondato dall’avv. Apicella, con “Confronto” fondato da Pasquale Petrillo e, da anni, con “Ulisse online”.

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