Oggi è sabato… il giorno prima della domenica e oggi, come spesso accade, mi viene in mente la famosa poesia di Leopardi: “Il sabato del villaggio”!
L’ansia della preparazione del giorno di festa, la frenesia che poi, puntualmente, ci fa restare sempre con un po’ di amaro in bocca.
Il giorno di festa non è come ce lo aspettavamo… ma come dovrebbe essere un giorno per essere “di festa”? Ognuno può metterci dentro quello che vuole e le risposte sarebbero infinite ma una può accomunare tutti: è festa quando riesco a ringraziare! Ma dico veramente: viviamo come se tutto ci fosse dovuto senza mai pensare che, per ogni cosa che abbiamo, dobbiamo ringraziare qualche altro.
Chissà perché nonostante i rumori della città, le campane si sentono sempre: mattino, mezzogiorno e sera… ed è bellissimo. Una specie di memorandum per ripensare le categorie della vita, del tempo, dello spazio, dell’essenziale, delle relazioni.
A molti danno fastidio ma io penso che siano l’ultimo baluardo per richiamarci a dare il giusto peso e valore alle cose.
Insomma, si tratta di guardare con lucidità la realtà e prendere sempre più profondamente coscienza che la nostra società non è più normalmente cristiana ma, cosa ancora più preoccupante e che non siamo neanche più in una società a misura di uomo… mah!